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Sample records for hanno jaakson jaak

  1. Science of the Brain as a Gateway to Understanding Play: An Interview with Jaak Panksepp

    ERIC Educational Resources Information Center

    American Journal of Play, 2010

    2010-01-01

    Jaak Panksepp, known best for his work on animal emotions and coining the term "affective neuroscience," investigates the primary processes of brain and mind that enable and drive emotion. As an undergraduate, he briefly considered a career in electrical engineering but turned instead to psychology, which led to a 1969 University of…

  2. Introduzione al Laboratorio di Fisica

    NASA Astrophysics Data System (ADS)

    Ciullo, Giuseppe

    La Fisica (dal greco τὰ ϕυσικὰ: le cose naturali) si pone l'obiettivo di descrivere e prevedere il comportamento dei fenomeni naturali, nonché degli apparati e degli strumenti, che hanno reso e rendono la nostra vita più comoda ed efficiente. Tale obiettivo viene perseguito mediante un'attenta osservazione dei fenomeni, con una conseguente schematizzazione dell'osservazione, per fornire una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile.

  3. [Teoria della Mente e funzionamento sociale nella schizofrenia: correlazione con anomalie del linguaggio figurato, sintomatologia clinica e intelligenza generale].

    PubMed

    Piovan, Cristiano; Gava, Laura; Campeol, Mara

    2016-01-01

    RIASSUNTO. Scopo. Negli ultimi decenni gli studi hanno mostrato come la Teoria della Mente (ToM) non sia un processo unitario, ma un sistema che include aspetti cognitivi e affettivi. Nell'ambito dei domini che definiscono la social cognition, la ToM rappresenta il miglior predittore dello scarso funzionamento sociale nella schizofrenia. Lo scopo del presente lavoro è stato di esaminare la competenza di un gruppo di pazienti ambulatoriali affetti da schizofrenia in compiti di ToM, di riconoscimento di aspetti metaforici e idiomatici del linguaggio, in una prova di rispetto di regole conversazionali e di indagarne la relazione con il funzionamento sociale. Metodi. Sono stati reclutati 30 pazienti ambulatoriali con diagnosi di schizofrenia e 24 controlli sani. Sono stati somministrati il TIB per il calcolo del QI premorboso, la PANSS, il Theory of Mind Picture Sequencing Task, un test di comprensione di metafore e idiomi e un test conversazionale. Il funzionamento sociale è stato valutato con la PSP. Risultati. Non vi era differenza significativa tra i valori medi del QI premorboso del gruppo dei pazienti e dei controlli. Ai test di ToM e di competenza pragmatica, la differenza tra i gruppi è risultata altamente significativa, con i pazienti che hanno eseguito le prove in modo peggiore. È emersa una correlazione tra la comprensione di metafore e idiomi e le false credenze di secondo ordine. La PSP è risultata correlata con la PANSS e con la quota di ToM cognitiva, ma non con la ToM affettiva. Conclusioni. I risultati hanno mostrato che i soggetti affetti da schizofrenia, in condizione clinica di stabilizzazione, hanno evidenti difficoltà nelle prove di ToM e di comprensione del linguaggio figurato. Nel nostro modello teorico, la correlazione evidenziata tra la ToM cognitiva, i deficit pragmatici, lo stato clinico e il livello di funzionamento sociale suggerisce l'utilità di interventi riabilitativi di recupero delle funzioni metacognitive e delle abilit

  4. Trasforiiazioni Termoelastiche Finite di Solidi Incomprimibili

    NASA Astrophysics Data System (ADS)

    Signorini, A.

    Queste lezlioni hanno come direttiva una sintesi di quanto si trova sistematicamente sviluppato in una mia Memoria sulle trasformazioni termoelastiche finite di solidi incomprimibili, in corso di stampa negli Annali di Matematica pura e applicata t. XXXIX ( 1955) pp. 147-201 , Verranno anche esposti, come necessaria premessa, alcuni d ei risultati di due precedenti Memorie degli stessi Annali. Invece, per motivo di brevità, non potrò dare neppure un cenno delle ulteriori ricerche svilup pate dal prof. T. Manacorda in tre recentissimi suoi lavori:

  5. [One cannot be careful enough in the choice of one's parents--on the biopsychosocial development of adaptation systems for distress in Homo sapiens].

    PubMed

    Sachsse, Ulrich

    2003-10-01

    Actual results of brain research show that we might have more than one system to cope with distress. The most archaic one might be the system freeze/dissociation. The second one is the system attachment/relationship/herd/support. Articles by Allan N. Schore show that the central regulation of the self, the affects, and the interpersonal relations are impaired permanently by relational traumata/attachment traumata during early childhood. Jaak Panksepp differentiates the distress systems panic versus fear. On the one side we find the cluster panic--periaqueductal gray PAG--lateral septum--gyrus cinguli--glutamate--opioids--attachment--parasympathetic autonomic nerve system--trophotorphic state--hypometabolism--freeze reaction--dissociation, on the other side the cluster fear--enemy--sympathetic autonomic nerve system--ergotrophic state--hypermetabolism--fight and flight--cognition and learning. It can be helpful for therapy strategies to differentiate these systems. PMID:14619684

  6. A new way to protect privacy in large-scale genome-wide association studies

    PubMed Central

    Kamm, Liina; Bogdanov, Dan; Laur, Sven; Vilo, Jaak

    2013-01-01

    Motivation: Increased availability of various genotyping techniques has initiated a race for finding genetic markers that can be used in diagnostics and personalized medicine. Although many genetic risk factors are known, key causes of common diseases with complex heritage patterns are still unknown. Identification of such complex traits requires a targeted study over a large collection of data. Ideally, such studies bring together data from many biobanks. However, data aggregation on such a large scale raises many privacy issues. Results: We show how to conduct such studies without violating privacy of individual donors and without leaking the data to third parties. The presented solution has provable security guarantees. Contact: jaak.vilo@ut.ee Supplementary information: Supplementary data are available at Bioinformatics online. PMID:23413435

  7. [Valutazione delle guardie di sicurezza privata attraverso la Suicide Probability Scale e la Brief Symptom Inventory].

    PubMed

    Dogan, Bulent; Canturk, Gurol; Canturk, Nergis; Guney, Sevgi; Özcan, Ebru

    2016-01-01

    RIASSUNTO. Scopo. Lo scopo di questo studio è stato quello di investigare l'influenza della probabilità di suicidio, con le sue caratteristiche sociodemografiche, e di procurare i dati per la prevenzione del suicidio tra le guardie di sicurezza privata che lavorano in condizioni di stress, essendo a contatto ininterrottamente con eventi negativi e traumatici di vita durante il loro lavoro. Metodi. Hanno partecipato allo studio 200 guardie di sicurezza privata e 200 persone dell'Università di Ankara. Per raccogliere i dati sono stati utilizzati un questionario riguardante le condizioni sociodemografiche dei partecipanti, la Suicide Probability Scale (SPS) e la Brief Symptom Inventory (BSI). Risultati. Genere, stato civile, stipendio, credenze religiose, vivere una situazione di pericolo di vita, passato di tentativi di suicidio, fumare e non avere una malattia cronica hanno causato statisticamente una differenza significativa sui punteggi di SPS tra il gruppo di guardie di sicurezza privata e quello di controllo. In aggiunta, c'è stata una correlazione positiva statisticamente significativa tra i punteggi totali delle sottoscale di SPS e quelli di BSI. Conclusioni. Allo stesso modo degli agenti di polizia e dei gendarmi, le guardie di sicurezza privata sono ad alto rischio di commettere e tentare il suicidio trovandosi in condizioni stressanti di lavoro e anche soffrendo del trauma secondario. È necessario che essi siano consapevoli della propria tendenza al suicidio e avere controlli psichiatrici regolari. PMID:27183512

  8. La relatività debole. La fisica dello spazio e del tempo senza paradossi

    NASA Astrophysics Data System (ADS)

    Selleri, Franco

    2011-06-01

    Secondo Einstein e Poincaré la simultaneità di eventi che hanno luogo in punti diversi dello spazio può essere definita solo per convenzione. Dal punto di vista matematico si dimostra, quindi, che due diverse definizioni di simultaneità corrispondono a due diversi valori del coefficiente e1 della variabile spaziale x presente nelle trasformazioni di Lorentz. A partire da premesse normalmente accettate otterremo diverse dimostrazioni della necessità di reintrodurre il concetto di simultaneità assoluta. Le conseguenze cosmologiche della nuova struttura dello spazio e del tempo andranno contro la cosmologia del Big Bang. Inoltre, dopo questi risultati, il relativismo sopravviverà in una forma meno aspra ("relatività debole") perché risulter privo di quel campionario di paradossi portato dalla teoria della Relatività Speciale.

  9. Meningococco B: controllo di due focolai epidemici mediante vaccinazione

    PubMed Central

    2014-01-01

    Riassunto La problematica di un efficace approccio vaccinale nei confronti del Meningococco B (MenB) è stata superata identificando con la metodica della "reverse vaccinology" alcuni antigeni capaci di indurre una risposta verso la maggior parte dei ceppi di MenB circolanti nel mondo. Il nuovo vaccino MenB a 4 componenti (4CMenB) è stato autorizzato in Europa, Australia e Canada, ed è entrato nei calendari di immunizzazione pediatrica internazionali: Australia, Canada, UK. In Italia, le prime regioni che hanno raccomandato la vaccinazione contro il MenB sono state Basilicata e Puglia. La gestione di epidemie/focolai epidemici richiede la messa in atto di una risposta rapida da parte delle autorità sanitarie nei confronti di una emergenza sanitaria ad elevato impatto, anche emotivo, sulla popolazione, come recentemente dimostrato in due università americane. Alla dichiarazione di focolaio epidemico in atto, in entrambi i contesti si è attivata una procedura per l'uso del vaccino 4CMenB non ancora autorizzato negli USA. È stato così possibile organizzare gli interventi di profilassi attiva nei due campus universitari, adottando il primo impiego su larga scala del nuovo vaccino 4CMenB e conseguendo, in tempi relativamente brevi, elevati tassi di copertura vaccinale. A fronte di circa 14000 studenti immunizzati con almeno una dose, non è stata segnalata alcuna problematica di eventi avversi conseguenti all'immunizzazione; ad oggi non si sono verificati casi nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino. Come conseguenza dei due focolai descritti, è oggi in corso la valutazione da parte dell'FDA per l'estensione dell'uso del vaccino 4CMenB negli Stati Uniti negli adolescenti e giovani adulti. PMID:25916017

  10. Critical notes on the neuro-evolutionary archaeology of affective systems.

    PubMed

    Barratt, Barnaby B

    2015-04-01

    If progress is to be made in resolving the debate over the relevance of neuroscientific findings to psychoanalysis, a clearer distinction must be established between a narrow definition of psychoanalysis as "praxis" (the science of lived experience and its conflicts or contradictions) and a definition that focuses on metapsychology as objectivistic theory-building. The investigations of Jaak Panksepp on the "neuro-archaeology" of affective systems are reviewed as an example of how findings in neuroscience cannot be legitimately extrapolated to offer conclusions about the domain of lived experience. In this context, Freud's shifting standpoint is reviewed and, following the writings of Jean Laplanche, the significance of Freud's distinction between "drives" or libidinality, as acquired through experience, and "instincts," which are purely biological, is emphasized. It is argued that there is an unavoidable component of myth-making in any consideration of the connection between neural circuitry and the domain of psychic representations. Freud's need for a notion of drive or energy, which is required to understand the findings of free-associative method, is admittedly mythematic, but it implies a major challenge to extant philosophical doctrines of the "mind/body" question (emergentism, double-aspect monism, and neutral monism). Thus, whereas psychoanalysis as praxis is, in Freud's words, "free to follow its own requirements," the claims of metapsychology are not so unrestrained. Further debate is required on the irrelevance of a revised objectivistic theory of the "mental apparatus" to the venture of healing the fracturing of our lived experience. PMID:25871687

  11. Affective Infrastructures: Toward a Cultural Neuropsychology of Sport

    PubMed Central

    Heywood, Leslie L.

    2011-01-01

    Recently there has been a turn toward considerations of embodiment, cognition, and context in sport studies. Many researchers have argued that the traditional focus on clinical psychology and performance enhancement within the discipline is incomplete, and now emphasize the importance of athletes’ social and familial contexts in a research paradigm that examines interconnections between movement, cognition, emotion, and the social and cultural context in which movement takes place. While it is important that the sport studies focus is being expanded to consider these interactions, I will argue that this model is still incomplete in that it is missing a fundamental variable – that of our evolutionary neurobiological roots. I will use the work of affective neuroscientists Jaak Panksepp and Stephen Porges to show that because sport so clearly activates neural systems that function at both proximate and ultimate levels of causation, it can be seen to serve fundamental needs for affective balance. A neurobiology of affect shows how the evolution of the mammalian autonomic nervous system has resulted in neurophysiological substrates for affective processes and stress responses, and has wide-ranging implications for sport studies in terms of suggesting what forms of coaching might be the most effective in what context. I propose the term cultural neuropsychology of sport as a descriptor for a model that examines the relationships between neurophysiological substrates and athletes’ social and familial contexts in terms of how these variables facilitate or fail to facilitate athletes’ neuroceptions of safety, which in turn have a direct impact on their performance. A cultural neuropsychological model of sport might thereby be seen to elaborate a relationship between proximate and ultimate mechanisms in concretely applied ways. PMID:22069389

  12. Lo Gnomone Clementino Astronomia Meridiana in Basilica

    NASA Astrophysics Data System (ADS)

    Sigismondi, Costantino

    2014-05-01

    Costruito per chiara volontà del papa 70 anni dopo il caso Galileo, lo Gnomone Clementino è un grande telescopio solare che non fa uso di lenti a 92 anni dall’invenzione del cannocchiale. Queste due caratteristiche basterebbero da sole a giustificare l’interesse verso questo strumento. L’astronomia meridiana è alla base dell’astrometria e dell’astrofisica moderna. Lo Gnomone Clementino sta oggi all’astronomia, come il veliero “Amerigo Vespucci” sta alla Marina Italiana. E’ possibile svolgere ogni genere di osservazione e studio su questo strumento, e dal 2002 vi tengo lezioni teorico-pratiche del corso di Storia dell’Astronomia e La Terra nel Sistema Solare della Sapienza, Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia. Questo testo aggiunge alcuni tasselli alla ricerca storica sulla meridiana, appoggiandosi, com’è naturale, sulle spalle di giganti che mi hanno preceduto in questi studi. In particolare la misura dell’azimut della meridiana, ed il suo inquadramento tra gli strumenti simili ed alcuni studi di astrometria sui dati del 1701-1703 di Bianchini, che sono apparsi fin’ora soltanto su riviste specializzate ed in Inglese vengono qui proposti in Italiano e semplificati, per valorizzare sempre più questa straordinaria opera d’arte e di scienza.

  13. Structural Investigations of Complex Oxides using Synchrotron Radiation

    SciTech Connect

    Hans-Conrad zur Loye

    2007-03-24

    The work is a collaborative effort between Prof. Hanno zur Loye at the University of South Carolina and Dr. Tom Vogt at Brookhaven National Laboratory. The collaborative research focuses on the synthesis and the structural characterization of perovskites and perovskite related oxides and will target new oxide systems where we have demonstrated expertise in synthesis, yet lack the experimental capabilities to answer important structural issues. Synthetically, we will focus on two subgroups of perovskite structures, the double and triple perovskites, and the 2H-perovskite related oxides belonging to the A3n+3mA’nB3m+nO9m+6n family. In the first part of the proposal, our goal of synthesizing and structurally characterizing new ruthenium, iridium, rhodium and ruthenium containing double and triple perovskites, with the emphasis on exercising control over the oxidation state(s) of the metals, is described. These oxides will be of interest for their electronic and magnetic properties that will be investigated as well.

  14. Foundations of Space and Time

    NASA Astrophysics Data System (ADS)

    Murugan, Jeff; Weltman, Amanda; Ellis, George F. R.

    2012-07-01

    1. The problem with quantum gravity Jeff Murugan, Amanda Weltman and George F. R. Eliis; 2. A dialogue on the nature of gravity Thanu Padmanabhan; 3. Effective theories and modifications of gravity Cliff Burgess; 4. The small scale structure of spacetime Steve Carlip; 5. Ultraviolet divergences in supersymmetric theories Kellog Stelle; 6. Cosmological quantum billiards Axel Kleinschmidt and Hermann Nicolai; 7. Progress in RNS string theory and pure spinors Dimitri Polyakov; 8. Recent trends in superstring phenomenology Massimo Bianchi; 9. Emergent spacetime Robert de Mello Koch and Jeff Murugan; 10. Loop quantum gravity Hanno Sahlmann; 11. Loop quantum gravity and cosmology Martin Bojowald; 12. The microscopic dynamics of quantum space as a group field theory Daniele Oriti; 13. Causal dynamical triangulations and the quest for quantum gravity Jan Ambjørn, J. Jurkiewicz and Renate Loll; 14. Proper time is stochastic time in 2D quantum gravity Jan Ambjorn, Renate Loll, Y. Watabiki, W. Westra and S. Zohren; 15. Logic is to the quantum as geometry is to gravity Rafael Sorkin; 16. Causal sets: discreteness without symmetry breaking Joe Henson; 17. The Big Bang, quantum gravity, and black-hole information loss Roger Penrose; Index.

  15. Introduzione Nuove tecnologie in urologia.

    PubMed

    Bianchi, Giampaolo

    2011-03-30

    Negli ultimi anni sono state introdotte in urologia nuove tecniche chirurgiche alcune già applicabili nella pratica clinica, altre ancora in corso di sperimentazione. Quella che ha trovato attualmente applicazione è la LESS (Laparo Endoscopic Single-site Surgery); essa riguarda tutte le metodiche che utilizzano una sola porta (multiaccesso) per eseguire interventi laparoscopici. I vantaggi apparenti di questa metodica rispetto alla laparoscopia tradizionale sono soltanto un dimostrato miglior risultato estetico. Mancano studi prospettici randomizzati. NOTES (Natural Orifices Transluminal Endoscopic Surgery) È una metodica ancor più nuova che sfrutta gli orifizi naturali (bocca, retto, vagina, vescica per accedere alla cavità addominale. Rispetto alla LESS questa tecnica utilizza prevalentemente i gastroscopi e lo strumentario dei gastoenterologi per eseguire interventi demolitivi. In urologia l'impiego di questa metodica è puramente sperimentale, comunque piccoli passi sono stati fatti nel migliorare lo strumentario. I chirurghi stanno consolidando questa metodica sull'uomo riguardo alla colecistectomia, ma i risultati sono scarsi, discordanti sulla via d'accesso e limitati a case reports. Oggi i risultati più incoraggianti li ha descritti Estevao Lima, un ingegnoso portoghese che utilizzando una tecnica NOTES di terza generazione (accesso combinato trans-vescicale e trans-gastrico) è riuscito ad eseguire una serie di nefrectomie sul maiale. Tanto si sa e si è speculato riguardo al robot da Vinci®, che oggi la prostatectomia senza di lui non è più competitiva. Moltissimi sono i centri che lo hanno, molti quelli che lo usano, tanti quelli che hanno risultati migliori rispetto alla tecnica laparoscopica classica. Ancora ad oggi però non esistono studi prospettici randomizzati che dimostrino la sua superiorità; inoltre una spina nel fianco sono i costi. Un ulteriore sviluppo futuro di da Vinci® forse potrebbe vedersi nell'assistere le nuove tecniche

  16. How changes in nutrition have influenced the development of allergic diseases in childhood

    PubMed Central

    2012-01-01

    possono prevenire lo sviluppo di respiro sibilante (wheezing) attraverso i loro effetti antiossidanti contengono vitamina C e selenio; i livelli ematici di questi elementi sono correlati negativamente con il rischio di wheezing. Inoltre l'assunzione di vitamina E durante la gravidanza sembra essere correlato con un rischio ridotto di respiro sibilante per il nascituro. Allo stesso modo, basso apporto di zinco e di carotenoidi in donne in gravidanza è associata ad un aumentato rischio di wheezing e asma nell'infanzia. Anche le fibre hanno proprietà anti-infiammatorie ed effetti protettivi contro le malattie allergiche come la dermatite atopica e l’asma. Il consumo di grassi influenza lo sviluppo delle vie aeree. Le popolazioni dei paesi occidentali hanno aumentato il loro consumo di n-6 PUFA e, parallelamente, ridotto n-3 PUFA. Ciò ha portato alla diminuzione della produzione di PGE2, che si ritiene abbia un effetto protettivo contro l'infiammazione delle vie aeree. Ipotesi contrastanti riguardano la vitamina D, sia un eccesso che una carenza di vitamina D, infatti, sono stati associati ad un aumentato rischio di asma. Ulteriori studi sul ruolo di queste sostanze sono necessari prima di trarre conclusioni sul piano clinico. PMID:22651129

  17. Il ruolo svolto dall’attività lavorativa sull’ipertensione arteriosa

    PubMed Central

    Barbini, N.; Gorini, G.; Ferrucci, L.; Biggeri, A.

    2009-01-01

    RIASSUNTO Introduzione I parametri di pressione arteriosa, sistolica (PAS) o diastolica (PAD) hanno costituito I’oggetto di numerosi studi, alcuni dei quali stabiliscono un’associazione tra I’aumnto di tali parametri e la mortalità, in particolare alle età medie. I fattori di rischio di ipertensione più frequentemente studiati sono il consumo di alcol, il fumo e I’origine etnica in riferimento sia alle differenze genetiche che nella condotta alimentare, mentre i fattori di origine professionale sono stati presi in considerazione più raramente e in maniera poco approfondita, inoltre sono state riferite notevoli differenze nelle pressioni arteriose medie di individui che svolgono professioni diverse. Sembra infatti che i “colletti blu” siano più a rischio dei “colletti bianchi”. Obiettivi Il nostro scopo è valutare se determinati rischi o vincoli connessi con l’attività professionale o determinati stili di vita rappresentano un fattore di rischio per l’ipertensione arteriosa in considerazioni dell’aumentare dell’età. Elementi specifici che rendano conto di questa relazione non sono stati ancora completamente chiariti e soprattutto i dati sulla popolazione italiana sono molto limitati. Metodi La metodologia di ricerca utilizzata è stata quella dell’indagine francese ESTEV (Derriennic, Touranchet, Volkoff) - VISAT (Marquie, Janson), studio epidemiologico longitudinale su oltre 23000 lavoratori attivata in Francia nel 1990 al fine di indagare gli effetti a lungo termine delle condizioni di lavoro, riferite all’intera vita professionale, sia sull’invecchiamento sia sulla salute dei lavoratori. Analoga indagine è stata avviata in Italia, nel 2000, in 6 Regioni, prendendo in esame i lavoratori dipendenti di diversi settori produttivi appartenenti a 5 coorti di età: da 32 a 52 anni con intervallo di 5 anni. Le rilevazioni sono state effettuate dai medici del lavoro di azienda attraverso 3 questionari: 1. sulle condizioni

  18. Barriers to cardiac rehabilitation access of older heart failure patients and strategies for better implementation.

    PubMed

    Pulignano, Giovanni; Tinti, Maria Denitza; Del Sindaco, Donatella; Tolone, Stefano; Minardi, Giovanni; Lax, Antonio; Uguccioni, Massimo

    2016-01-01

    In heart failure (HF), cardiac rehabilitation (CR) may reduce decompensations, hospitalization, and ultimately mortality in long term. Many studies over the past decade have demonstrated that aerobic exercise training is effective and safe in stable patients with HF. Exercise CR resulted in a clinically important improvement in the QOL. Several clinical and psychosocial factors are associated with decreased participation in CR programs of elderly HF patients, such as perception of exercise as tiring or painful, comorbidities, lack of physician encouragement, and opinion that CR will not improve their health status. Besides low functional capacity, and chronic deconditioning may also deter patients from participating in CR programs.  Recent data suggest that current smoking, a BMI ≥30 kg/m2, diabetes mellitus, and cognitive dysfunction are associated with failure to enroll in outpatient CR in older age group. Moreover the lack of availability of CR facilities or the absence of financial refunds for enrolment of CHF patients in cardiac rehabilitation programs can play a crucial role. Many of this factors are modifiable through patient education and self care strategy instruction, health providers sensibilization, and implementing economic measures in order to make CR affordable. RiassuntoNumerosi studi hanno dimostrato come la riabilitazione cardiovascolare (RC) con esercizio aerobico sia risultato efficace e sicuro nei pazienti con scompenso cardiaco (SC), nel ridurre ospedalizzazioni, mortalità ed indurre un miglioramento della qualità di vita. Tuttavia numerosi fattori clinici e psicosociali, come la bassa capacità funzionale, le comorbidità, la percezione dell'esercizio fisico come noioso o doloroso, sono associati a ridotta partecipazione a RC da parte di pazienti anziani con SC.  Inoltre dati recenti mostrano come l'abitudine tabagica, un BMI ≥30 kg/m2, il diabete mellito ed il deterioramento cognitivo siano associati con il mancato arruolamento di

  19. High blood pressure in older subjects with cognitive impairment.

    PubMed

    Mossello, Enrico; Simoni, David

    2016-01-01

    High blood pressure and cognitive impairment often coexist in old age, but their pathophysiological association is complex. Several longitudinal studies have shown that high blood pressure at midlife is a risk factor for cognitive impairment and dementia, although this association is much less clear in old age. The effect of blood pressure lowering in reducing the risk of dementia is only borderline significant in clinical trials of older subjects, partly due to the insufficient follow-up time. Conversely, dementia onset is associated with a decrease of blood pressure values, probably secondary to neurodegeneration. Prognostic effect of blood pressure values in cognitively impaired older subjects is still unclear, with aggressive blood pressure lowering being potentially harmful in this patients category. Brief cognitive screening, coupled with simple motor assessment, are warranted to identify frail older subjects who need a more cautious approach to antihypertensive treatment. Values obtained with ambulatory blood pressure monitoring seem more useful than clinical ones to predict the outcome of cognitively impaired older subjects. Future studies should identify the most appropriate blood pressure targets in older subjects with cognitive impairment. RiassuntoIpertensione arteriosa e decadimento cognitivo spesso coesistono in età avanzata, sebbene la loro associazione sia complessa dal punto di vista fisiopatologico. Diversi studi longitudinali hanno mostrato che elevati valori pressori in età adulta rappresentano un fattore di rischio per decadimento cognitivo e demenza, sebbene tale associazione sia molto meno chiara in età avanzata. L'effetto della terapia antiipertensiva è risultato ai limiti della significatività statistica nel ridurre il rischio di demenza negli studi di intervento su soggetti anziani, in parte a causa della durata insufficiente del follow-up. D'altra parte, l'insorgenza di demenza è associata con una riduzione dei valori pressori

  20. Hyperglycemia, hypoglycemia and glycemic variability in the elderly: a fatal triad?

    PubMed

    Monami, Matteo; Aleffi, Sara

    2016-01-01

    Diabetes mellitus is one of the most important causes of cardiovascular morbidity and mortality; the incidence of chronic complications of diabetes appears to be closely related to the degree of hyperglycaemia. However, results of clinical trials showed that intensive treatment of hyperglycaemia prevents microvascular complications, but has little or no effect on the incidence of cardiovascular events. Different hypoglycaemic drugs show different effects on cardiovascular risk. However, those trials have shown a neutral effect on cardiovascular mortality. This paradoxical result could be explained with the frequent use, in the past, of glucose-lowering agents capable of increasing the risk of hypoglicemia, glycemic variability and weight gain. In conclusion, an adequate glycemic control, in particular in elderly patients, should be achieved, whenever possible, using agents not inducing hypogycemia, glucose fluctuations, and weight gain. In fact, hypoglycaemia and glucose variability should be considered as independent cardiovascular risk factors to a similar extent to hyperglycemia. In this article, the author will review literature supporting the hypothesis that hyperglycemia, hypoglycaemia and glycemic variability are a fatal triad capable of increasing morbidity and mortality in patients with diabetes mellitus. RiassuntoIl diabete mellito è una delle più importanti cause di morbilità e mortalità cardiovascolare, ed è stata dimostrata una stretta correlazione tra compenso glicometabolico ed incidenza di complicanze croniche del diabete mellito. Tuttavia, negli studi di intervento, il controllo accurato dell'iperglicemia sembra poter prevenire le complicanze microvascolari, ma ha effetti soltanto marginali sull'incidenza di eventi cardiovascolari secondari a malattia macrovascolare. Inoltre, i grandi trial di intervento hanno mostrato come la riduzione degli eventi cardiovascolari non si accompagni ad una riduzione della mortalità cardiovascolare. Tale

  1. Calorimetria nucleare in collisioni tra ioni pesanti ad energie intermedie

    NASA Astrophysics Data System (ADS)

    Spezzi, L.

    2002-07-01

    Nel presente lavoro di tesi ci si e' occupati di uno studio sistematico di misure di temperatura ed energia di eccitazione in sistemi nucleari formati in reazioni tra ioni pesanti ad energie intermedie. La temperatura a stata misurata tramite due diversi metodi: rapporto tra le rese di isotopi che differiscono di uno stesso numero di nucleoni ( d/t-3He/4He , 3He/4He -6Li/7Li) - temperatura isotopica -, e rapporto tra le popolazioni degli stati eccitati in frammenti instabili (5Li e 6Li) che decadono in particelle leggere in coincidenza - temperatura di emissione. Le misure in esame sono state effettuate presso i Laboratori Nazionali del Sud per i sistemi 93Nb+93Nb, 93Nb+116,124Sn, 116,120Sn+116,124Sn e 116Sn+93Nb ad energie comprese tra 17 e 40 A MeV. L'apparato di rivelazione era costituito da un odoscopio ad alta granularite (96 telescopi Si (50micron)-Si(300micron)-CsI(Tl) ) e basse soglie di rivelazione, utilizzato sia per identificare risonanze in frammenti eccitati che per misure di rese di isotopi di frammenti con 2<=Z<=6, e dal multirivelatore FIASCO che, grazie alla misura contemporanea di posizione e tempo di volo dei frammenti provenienti dal proiettile (PLF - Projectile Like Fragments) e dal bersaglio (TLF - Target Like Fragment), e' stato utilizzato per misurare direttamente l'energia di eccitazione del sistema in studio. Analisi precedenti, condotte nell'ambito di varie collaborazioni, hanno messo in evidenza la possible esistenza di una transizione di fase liquido-gas del primo ordine nella materia nucleare. In tale contesto, ci siamo occupati di una verifica della curva calorica nucleare, ovvero della correlazione esistente fra temperatura ed energia di eccitazione del sistema, indagando, nel contempo, sulla sua dipendenza dalla massa del sistema che si frammenta. Si e' effettuato, inoltre, un confronto fra i due diversi metodi di misura della temperatura (temperatura isotopica e di emissione): l'andamento plateau-like della curva calorica e' stato

  2. [Modello di Management (Mo.Ma) del paziente affetto da schizofrenia: controllo della crisi, mantenimento, prevenzione delle ricadute e recovery con gli antipsicotici LAI].

    PubMed

    Brugnoli, Roberto; Rapinesi, Chiara; Kotzalidis, Georgios D; Marcellusi, Andrea; Mennini, Francesco S; De Filippis, Sergio; Carrus, Dario; Ballerini, Andrea; Francomano, Antonio; Ducci, Giuseppe; Del Casale, Antonio; Girardi, Paolo

    2016-01-01

    RIASSUNTO. La schizofrenia colpisce circa l'1% della popolazione e rappresenta un grave disturbo mentale con un notevole impatto anche sul funzionamento sociale, lavorativo e sulle attività della vita quotidiana. Le persone con schizofrenia hanno un tasso di mortalità superiore di 2-2,5 rispetto a quello della popolazione generale. La non aderenza ai farmaci antipsicotici è uno dei più importanti fattori di rischio per le ricadute e le ospedalizzazioni, sia nei pazienti con disturbo cronico sia al primo episodio, e conseguentemente contribuisce all'aumento dei costi sanitari. Gli antipsicotici atipici LAI possono migliorare l'aderenza al trattamento contribuendo a diminuire i tassi di ricaduta nei pazienti affetti da schizofrenia fin dall'esordio. Gli obiettivi primari nella gestione dei pazienti schizofrenici sono diretti, non solo alla riduzione dei sintomi nel breve termine, ma anche al mantenimento fisico e della funzionalità mentale, migliorando la qualità della vita e promuovendo il recupero del paziente. Scopo. Proporre un modello integrato, basato sulle evidenze, che fornisca un algoritmo efficace per il recupero del paziente schizofrenico e indagare l'efficacia e la sicurezza degli antipsicotici LAI nel trattamento, nel mantenimento, nella prevenzione delle ricadute e nella recovery dei pazienti affetti da schizofrenia. Metodi. Dopo un'accurata analisi di letteratura abbiamo identificato, raccolto e analizzato gli elementi qualificanti per un'ottimale gestione del paziente schizofrenico, definendo un modello di gestione e selezione delle alternative terapeutiche. Conclusioni. Il modello di gestione della schizofrenia proposto potrebbe consentire un migliore recupero funzionale del paziente grazie alla scelta di iniziare il percorso terapeutico, fin dalle prime fasi del disturbo soprattutto se in giovane età e al primo episodio, con un farmaco atipico LAI. All'interno dei farmaci antipsicotici atipici la formulazione LAI rappresenta una scelta